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Relatore: Prof. Giulio Alessandri Bonetti, Prof. Giuseppe Plazzi, Prof. Giampaolo Ricci, Dr. Antonio Sanna, Dr. Giovanni Sorrenti, Dr.ssa Chiara Stipa, Dr. Matteo Zanarini

Partecipanti: 200                                         

Crediti ECM: 4

I disturbi respiratori del sonno (Sleep disordered Breathing – SDB) in età pediatrica comprendono un ampio spettro di patologie di cui la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, OSAS) rappresenta la manifestazione clinicamente più significativa, con una prevalenza che raggiunge il 5-7% nel bambino. L’OSAS è un disturbo respiratorio caratterizzato da episodi di ostruzione completa o parziale delle alte vie aeree che disturbano la ventilazione notturna e la normale organizzazione del sonno.

Durante l’età evolutiva il fattore di rischio più comune per la comparsa di OSAS è la presenza di ipertrofia adeno-tonsillare, seguita da altri fattori patogenetici indipendenti tra cui l’obesità, la presenza di anomalie cranio-facciali e di malocclusione dentaria e tutte quelle patologie neuromuscolari che determinano una riduzione del tono muscolare che assicura in parte la pervietà delle alte vie aeree durante il sonno.

La diagnosi dei disturbi respiratori del sonno nel bambino può essere insidiosa ma fondamentale per prevenire le complicanze associate (in primis disturbi neuro-comportamentali, difetti di crescita, complicanze cardio-vascolari), talora non completamente reversibili dopo specifico trattamento.

La polisonnografia notturna rappresenta il gold standard per la diagnosi e la stima della severità, anche se esistono strumenti più semplici ed accessibili come la pulsossimetria che può essere un valido screening per SDB soprattutto nei bambini che non presentano fattori di rischio aggiuntivi. L’approccio terapeutico dovrebbe essere sempre graduale e guidato dalla severità del disturbo e prevede la collaborazione di diverse figure professionali (pediatri, otorini, odontoiatri, anestesisti).

Tra le diverse opzioni terapeutiche elenchiamo prima fra tutte l’adenotonsillectomia, seguita da alternative terapeutiche mediche, ortodontiche e nei casi più severi è previsto anche l’utilizzo di ventilazione notturna non invasiva.