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Relatore: Prof. Luigi Canullo

Partecipanti: 100                                         

Crediti ECM: 3

La letteratura recente ha dimostrato che l’interazione tra tessuti molli e un corpo estraneo come un abutment è mediato dalle caratteristiche sia del materiale con il quale è costituito l’abutment che dei tessuti circostanti (concetto fino ad adesso definito come biotipo).

Tuttavia, analizzando in dettaglio questo fenomeno, si può evidenziare che differenti variabili interagiscono in questo scenario.

 Nella realtà clinica, l’espressione dei tessuti molli sembra dipendere non solo dalle loro caratteristiche istologiche, ma, soprattutto, dal pattern individuale di guarigione e da quello infiammatorio (epigenetica). Allo stesso tempo, il work flow protesico è stato dimostrato influenzare il modello di guarigione esattamente come le proprietà di superficie dell’abutment, che didatticamente si possono classificare in macro – micro e nano: mentre un abutment con macro-morfologia narrow è stata associata chiaramente ad un miglior mantenimento dei livelli ossei peri-implantari e ad una miglior estetica, una micro-topografia di superficie moderatamente rugosa sembra rappresentare l’optimum per l’adesione tessuto connettivo/abutment.

Andando in profondità, si può dedurre che le caratteristiche elettriche e di energia superficiale siano un fattore chiave nell’adesione cellula connettivale/abutment: un abutment decontaminato e bio-attivato, infatti, è in grado di produrre un’adesione tissutale molto più forte e, conseguentemente, permette di minimizzare il riassorbimento osseo peri-implantare.

Inutile nascondere, comunque, che un altro dei parametri chiave è rappresentato dalla contaminazione microbiologica dell’ambiente orale che influenza moltissimo l’interazione abutment/tessuto connettivale