Si è tenuta oggi l’audizione del Presidente nazionale ANDI, Carlo Ghirlanda, alla XII Commissione della Camera dei Deputati, intervento che ha introdotto il tema dei fondi sanitari integrativi e del loro importante ruolo nella sostenibilità della spesa odontoiatrica italiana.

Ghirlanda ha rilevato le attuali contraddizioni, poiché “Come noto si è sostanzialmente perduta la iniziale distinzione d’essere fra Fondi integrativi del SSN (ex  Fondi DOC) ex art. 9 dlgs 502/92 e successive modifiche (quelli potenzialmente aperti a tutti i cittadini per erogare prestazioni integrative al SSN, per il 90% prestazioni odontoiatriche, ovvero rimborsare prestazioni già ricomprese nei LEA per la sola quota a carico dell’assistito)  e gli Enti, Casse, Fondi Sanitari con esclusiva attività assistenziale e sostitutiva, nati dalla contrattazione nazionale, locale o aziendale, avvenuta tra le parti sindacali e datoriali, e normalmente Fondi “chiusi” ai quali possono aderire solo i lavoratori e, a volte, i loro familiari. Diverse sono poi le regole, anche fiscali, che riguardano le Società di Mutuo Soccorso.”

Le modifiche di legge del 2008 e 2009, pur integrandosi il piano di intervento sanitario tra le due categorie di Fondi, relativamente alle prestazioni odontoiatriche, sono rimasti i trattamenti fiscali diversificati, che la condizione per la quale i Fondi DOC devono rivolgersi esclusivamente a strutture “accreditate”, non consentendo l’accesso universale dei cittadini alla sanità integrativa. Problema che sembra persistere nel nuovo patto per la salute 2019-2021 che all’Art.11 recita: “…si conviene di favorire il ricorso a strutture pubbliche e private accreditate per l’erogazione delle prestazioni agli iscritti ai fondi sanitari…”.

Altro aspetto richiamato dal Presidente Ghirlanda quello relativo ai cosiddetti “terzi paganti”, dove è stato richiamata la definizione urgente di regole per la composizione di organi di controllo dei Fondi integrativi, garantendo una sistemi di verifica e garanzia indipendenti.

Si è altresì ribadita l’importanza e la priorità degli aspetti clinici nelle cure odontoiatriche, che devono essere necessarie e appropriate, dando una forte rilevanza agli aspetti legati alla prevenzione.

“Un corretto impiego delle risorse detenute dai Fondi integrativi in odontoiatria non può quindi che essere impostato sul concetto di presa in carico e appropriatezza: appropriatezza clinica, appropriatezza organizzativa, appropriatezza temporale e appropriatezza delle conoscenze.

Carlo Ghirlanda ha concluso il suo intervento esponendo una serie di suggerimenti volti alla regolamentazione della disciplina dei Fondi, al monitoraggio del fenomeno, alla possibilità per tutti i cittadini di essere compresi in questa opportunità, abolire le differenziazioni tra le due tipologie di Fondi, a non consentire condizionamenti al cittadino nella libera scelta del proprio medico curante anziché interferire nel loro rapporto sulle scelte terapeutiche, a sollecitare interventi dei Fondi su iniziative premiali per la prevenzione odontoiatrica e a valorizzare ulteriormente il ruolo delle associazioni professionali in odontoiatria.

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